Luigina, 18 anni, estate rete 2017

Questa esperienza marittima è stata una delle cose più belle che la vita mi ha donato.
Sono state giornate cariche di affetto, amicizia e tante tante coccole.  Una settimana magica, che porteró sempre nel mio cuore. Grazie a tutti che mi avete accolta con tanto...calore.
Vi voglio bene.
Luigina

Lorenzo, 18 anni, estate rete 2017

Il soggiorno al mare con la Rete è un qualcosa che non può essere riassunto in poche righe. Nell'intensa settimana mi sono trovato a dovermi sperimentare in più azioni e momenti che fino allora mi erano sconosciuti.
Aiutare il Mauri a lavarsi i denti mi ha insegnato molto di più dell'azione meccanica ; mi ha insegnato ad esaminare diversi fattori, tra i quali prima di tutto l'importanza di farlo sentire a suo agio. 

Relazionarmi con i ragazzi disabili mi ha insegnato a relazionarmi meglio anche con le persone senza un handicap: questa per me è stata una sorpresa molto forte. 

Il bello del soggiorno è stato anche trovarmi a discutere con volontari di tutte le età : dalla nonna Bua al trentenne Loris ; questo ha favorito un clima di grande democrazia che ci ha visti dialogare insieme. 

Infine la grande riuscita della settimana è stata anche dovuta al clima instaurato dai 3 educatori che ci hanno affidato una grande responsabilità, mettendosi sempre al nostro stesso livello e  prestando una disponibilità straordinaria. 

Mi fermo qui: anche se è difficile, spero che le mie poche parole diano il senso di un'esperienza che mi ha veramente arricchito. 
Un abbraccio 
Lollo

Parole in Rete

Le parole di chi ha condiviso questo cammino con La Rete...

"un'estate speciale, INSIEME!"

Quest'anno la nostra estate è anche un po' vostra! L'estate Rete sarà infatti supportata economicamente da tutti i punti Duplicard Poli che ci sono stati donati in occasione di "Coltiviamo i vostri progetti". Ancora grazie!!!

Per provare a farvi entrare nel valore di queste esperienze, pubblichiamo di seguito con piacere il contributo di Loris: volontario del primo soggiorno marino che si è concluso sabato scorso.

"Nella settimana in cui tutti si sono interrogati sul futuro dell' Europa, non abbiamo avuto il tempo di farci sommergere dalle spiegazioni degli esperti sui giornali o alla tv. Abbiamo però vissuto sette giorni nei quali parole troppo spesso banalizzate come unione, comunità, accoglienza si sono concretizzate in gesti semplici e genuini e ci hanno fatto capire quale sia, probabilmente, la sola unica soluzione possibile: metterci in gioco con e per l'altro, condividendo quello che abbiamo imparato nelle nostre vite e lasciandoci contaminare dalla ricchezza di chi ci e' vicino. In questo soggiorno marino diverse erano le nostre storie personali, diverse le nostre provenienze (da ben 4 continenti!), diversi i nostri limiti e diverse le nostre potenzialità. Ognuno ha donato il meglio di sé e se questa vacanza è stata così speciale è perché qualunque cosa, anche la più piccola, l'abbiamo fatta INSIEME!"
Loris


Gardaland con la Rete 2016

Sono andato a Gardaland, il 17 aprile 2016.

Sono partito alle 9:00 da Trento con 2 pullman. Arrivato alla punto di ritrovo per la partenza, saluto tutti e Mirko mi dice già con chi sono. Viene verso di me una ragazza, che si chiama Alessia, sosia di Maddalena Corvaglia, solo più giovane. Guardiamo il pullman e siamo su quello più lungo. Giunto al parco, ho subito il piano per la giornata. Incominciamo con Jungle Rapids, un gioco dove l’ambientazione è l’India. Con il gommone si attraversa le rapide del “gange”. Fuga da Atlantide è invece un percorso acquatico nell’immaginaria Atlantide, con discese veloci e poco bagnate. Colorado boat, si va sui tronconi in America, sull’omonimo fiume e anche in questa giostra ci sono discese e acqua. I corsari, è una visione di tutto quello che era il mondo dei pirati, tra arrembaggi, duelli e vita quotidiana, ma attenzione al mostro marino, non fa in realtà paura, si esplora anche un fondale marino. A Ramses il risveglio, siamo in Egitto, davanti al tempio di Abu-sinbel, luogo eretto dopo la battaglia di Quadesh, per ordine dello stesso faraone Ramses. Quando le prime volte vi entravo,  si vedeva come fu scoperta la sua tomba, ma quando compariva lui sapevo che ci sarebbe stato un seguito e questo è l’incrocio tra  antico Egitto e terminator, una lunga battaglia contro mummie trasformate in robot minacciosi e si spara con una pistola speciale, abbattendo anche Ramses. Mi rilassai con il pranzo, nello zaino e passammo per la fantasy zone. Nel cinema 4D, vidi l’ultima avventura di Scrat, il personaggio comico dell’era glaciale, sempre alle prese con la sua ghianda. Ho fatto la giostra dei cavalli, Doremifarm, con animali canterini. L’attrazione che mi piace di più è stata Ramses il risveglio, perché oltre alla mia romanticità, ho dimostrato ai miei amici, il mio lato d’azione e avventura. E’ stata una giornata magica e assai divertente.

"Far volare i propri figli"

“La forza della Rete è quella di aiutare i genitori a far volare i propri figli. Noi siamo stati aiutati.”

Mamma e papà di tre volontarie

"La Rete è bellissima, è carina"

“La Rete è bellissima, è carina. Ci sono tanti amici e sono felice di venirci.”

Romina

"Uno spintone alla solitudine"

“Con la cooperativa La Rete ho avuto la possibilità di sentire la vera amicizia intorno a me e dare uno spintone alla solitudine. Grazie.”

Lorenza

"E' una tiepida giornata di fine inverno..."

“Martedì mattina, Trento. E' una tiepida giornata di fine inverno, percorro via Perini lentamente sbirciando le vetrine, fino ad arrivare al palazzetto in fondo al viale. Questo è il polo sociale della circoscrizione e qui il martedì si riuniscono le mamme della Rete. La riunione è già iniziata, mi siedo in circolo con loro. Ascolto distrattamente chi sta leggendo il resoconto della riunione precedente, e nel frattempo le osservo, un po' di sottecchi sperando di non infastidirle. Bellissime donne. Attente e silenziose. Con la dignità del loro ruolo e l'orgoglio di essere madri di ragazzi che vivono la vita con una grinta e una passione senza uguali. Donne sorridenti, sedute con la classe, l'eleganza delle regine. Donne che non ti chiedono nemmeno perchè sanno già tutto di te.  Non piangono, combattono senza finzioni, senza maschera, con un fuoco interiore che dà una luce speciale ai loro occhi. E mentre sei quì, un po' fuori dal mondo, pensi a quanto vorresti confonderti nel mondo. Non essere più vista, più osservata. Fare una vita assolutamente normale. Grandi donne, dolcissime. Se regali loro un sorriso e due chiacchiere, se capiscono che la tua non è compassione, ecco che ti rispondono con allegria, e a te sembra di essere seduta davanti ad uno specchio. Ti conquistano con la grinta, ma sopratutto con la simpatia. E scopri che ciò che ti accomuna è l'umorismo, l'autoironia. E quando la riunione è finita e tu te ne devi andare un po' ti dispiace perchè il tempo è volato e non te ne sei nemmeno accorta. Non le conoscete le mamme della Rete di Trento? E le mamme dei ragazzi disabili della vostra città? Non sapete cosa vi siete persi.”

Le mamme della Rete

"15 o 100 sedie? Ovvero credere sempre nelle risorse della Comunità"

Quasi 20 anni fa, all’inizio della piccola storia della Cooperativa La Rete, accadde un episodio curioso che credo ci possa insegnare ancora qualcosa. Stavamo per lanciare l’informazione sul primo corso di formazione per volontari, dato che la componente volontari è sempre stata una colonna fondamentale per realizzare tutte le attività, e uno di noi aveva comperato alla Standa ben 15 sedie di plastica, da collocare nella stanza più grande della sede di allora, che altro non era che l’ex soggiorno dell’appartamento al primo piano di Via Taramelli. La previsione di iscritti era dunque di 15 volonterosi-volontari, sembrava già tanto!

Nel vedere questo, un altro di noi disse invece che avremmo dovuto scrivere sul cartellone che informava del 1° Corso per volontari la seguente frase: “Numero chiuso a 100 partecipanti”. La proposta venne sbeffeggiata e considerata un azzardo: e se si fossero davvero iscritte solo 15 persone? Ma lo si scrisse, con apprensione, ma anche con un fondo di fiducia nella risposta della Comunità trentina. Pochi giorni dopo telefonò una persona volonterosa per iscriversi e chiese ansiosamente se c’erano ancora posti, visto che erano limitati. Chi rispose al telefono consultò – per finta – dei fantomatici elenchi di richieste di iscrizioni e accettò la prima iscrizione a quel corso. Ne seguirono altre 127. Dovemmo superare la nostra soglia massima.

Di questo piccolo episodio ci ricordiamo con piacere, perché crediamo che ci insegni un paio di cose.

Primo: dobbiamo sempre e incrollabilmente avere fiducia nelle risorse dell’altro, sia esso persona o Comunità. Dobbiamo credere come sia possibile che le persone si attivino, che le Comunità esprimano il meglio di sé, con le libere volontà delle persone che decidono di contribuire al bene comune.

Secondo: dobbiamo trasmettere con chiarezza e con forza questa fiducia ai destinatari, facendo loro capire che siamo convinti che ce la faranno, che ci saranno, che realizzeranno il meglio. Dobbiamo comunicare una “profezia positiva” che fa accadere realmente le cose positive che ci attendiamo. Le persone che si sentono considerate, viste e sentite “in positivo” ripagheranno questa fiducia dando il meglio di sé. Come è accaduto venti anni fa nel primo corso annuale per Volontari.

Dario Ianes