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Soggiorni marini: la fiducia si costruisce insieme

Al mare per costruire una relazione positiva tra familiari e volontari

Nel 1996 la rivista de La Rete dedica un simpatico speciale ai soggiorni marini, evidenziando quanto questa esperienza sia propedeutica per creare un clima positivo tra i familiari delle persone con disabilità e i volontari.

Il soggiorno marino è infatti una delle occasioni in cui è più facile stabilire un contatto più intenso e sentito tra familiari e volontari, e la nostra Rosanna lo spiega benissimo nella sua testimonianza.

La mia esperienza al soggiorno per famiglie di fine giugno: due aspetti per una breve riflessione.

Il primo riguarda il contatto e confronto diretto con i familiari: inizialmente da parte dell'operatore, del volontario, dell'obiettore credo sia abbastanza comprensibile il provare anche un sentimento di insicurezza, la paura del giudizio del familiare, di non essere sufficientemente adeguati, di non dare abbastanza; paure queste che se da un lato tolgono un po' di spontaneità al rapporto, possono costituire anche uno stimolo a essere più attenti e precisi. Superato l'impatto iniziale e instaurato un primo rapporto di fiducia, la relazione diventa più naturale e nella condivisione della quotidianità si sviluppa l'energia più significativa del soggiorno. Le chiacchierate spontanee, le risate insieme, i tanti momenti informali permettono una conoscenza reciproca più approfondita, sembra di riuscire a cogliere anche la storia e i vissuti che sono alle spalle, i carichi dei familiari che sono fatti di sofferenze, incomprensioni, piccole conquiste (...) 

Il secondo aspetto di riflessione si riferisce alle relazioni tra i familiari: per le famiglie che partecipano per la prima volta il "guardare" gli altri e riconoscersi in alcuni comportamenti, limiti e risorse sembra permettere maggiore obiettività anche nella lettura della propria situazione familiare, nasce una sorta di mutuo aiuto, un confronto e una collaborazione reciproca (...)

Tutto ciò passa magari tra le righe, tra quel desiderio di stare e di sorridere ancora. Ciao, alla prossima.

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